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Arezzo: Che vedere, Cosa fare...

 

Giostra del Saracino - Piazza Grande

Si corre ad Arezzo il penultimo sabato di Giugno e la prima domenica di Settembre. Preceduto da un variopinto corteo storico, che allinea per le vie della città oltre 350 figuranti, il torneo vero e proprio si svolge nella preziosa cornice di Piazza Grande. Dopo evoluzioni equestri, rullio di tamburi e sventolar di bandiere, i cavalieri dei Quartieri di Porta S. Spirito, Porta Crucifera, Porta del Foro e Porta S. Andrea si gettano al galoppo, lancia in resta, contro un automa corazzato, che rappresenta un saraceno armato di mazzafrusto ("Buratto Re delle Indie"). Vince la coppia di giostratori che, nel colpire lo scudo del Saracino, realizza il maggior punteggio. Al loro Quartiere va in premio l'ambita "Lancia d'Oro". In caso di parità fra uno o più Quartieri dopo le otto carriere ordinarie, per aggiudicare il trofeo si ricorre ad una o più carriere di spareggio. L'esito dello scontro fra cavalieri cristiani e il Saracino resta incerto fino all'ultimo a causa dei frequenti colpi di scena determinati dall'abilità, dal coraggio e dalla fortuna degli otto giostratori che si avvicendano sulla "lizza" di Piazza Grande.

Piazza Grande

La Piazza Grande di Arezzo, nota anche come Piazza Vasari, ha uno sviluppo planimetrico trapezoidale e fortemente inclinato.
Il lato Ovest della Piazza è caratterizzato sia da uno stile romantico dovuto all'abside della Pieve di Santa Maria, che dallo stile barocco del Palazzo del Tribunale. Nel medesimo lato vi è inoltre una splendida fontana pubblica e l'elegante palazzo della Fraternita dei Laici, caratterizzato da tre differenti stili, rispettivamente: gotico nella parte più bassa, rinascimentale in quella centrale e tardo-rinascimentale nella parte più alta.
Il lato Nord di Piazza Grande di Arezzo, denominata anche Piazza Vasari dal nome dell'architetto che progettò nel 1573 D.C. il Palazzo delle Logge, ospita a Sud-Est il Palazzo Lappoli composto da edifici di altezza differente e dotato di un ballatoio in legno. Nella parte Sud-Ovest vi è la casatorre dei Cofani, chiamata anche Cofani-Brizzolari a causa della fusione tra la Torre Faggiolana e l'edificio a sé adiacente.
Sul perimetro della piazza si erge il campanile con l'orologio che scandisce il movimento del sole e le Fasi lunari realizzato da Felice da Fossato nel 1552 d.C.

Piero della Francesca - Chiesa di san Francesco, Piazza San Francesco.


Le Storie della Vera Croce è un ciclo di affreschi conservato nella cappella maggiore della basilica di San Francesco ad Arezzo. Iniziato da Bicci di Lorenzo, venne dipinto soprattutto da Piero della Francesca, tra il 1452 e il 1466, che ne fece uno dei capolavori di tutta la pittura rinascimentale.
Gli affreschi sono posti su tre livelli sulle pareti laterali e sul fondo, senza alcuna intelaiatura architettonica. Le storie della Vera Croce sono narrate dagli avvenimenti della Genesi fino all'anno 628, quando il santo Crocifisso, dopo essere stato rubato, venne riportato a Gerusalemme. Le fonti delle Storie sono la Bibbia e la Legenda Aurea di Jacopo da Varagine, raccolta di agiografie estremamente popolare nel Medioevo e nel Rinascimento, scritta dal vescovo ligure tra il 1224 e il 1250.

Concorso Polifonico - Corso Italia, nel mese di Settembre

Dal 1953 costituisce il più importante palcoscenico per le espressioni corali del mondo intero: un ventaglio incomparabile di repertori, stili, autori, uno stimolo prezioso per una ricerca interpretativa rigorosa e filologicamente fondata, considerati i criteri di selettività dei gruppi e di ordinamento artistico e organizzativo della competizione.

Il Cimabue - Chiesa di San Domenico, vicinanze del Duomo

"Credette Cimabue nella pittura tener lo campo, ed ora ha Giotto il grido, si che la fama di colui oscura". Così Dante, nel Purgatorio, cita la vicenda di Cimabue, maestro eclissato dal genio del suo discepolo, Giotto, come esempio della vanità della gloria umana. La fortuna di Bencivieni de Pepo (Benvenuto di Giuseppe), cognominato Cimabue, nato a Firenze intorno agli anni Quaranta del Duecento, è singolarmente travagliata.

Museo d'arte medievale e moderna - Via S. Lorentino, 8

Il museo conserva un'importante raccolta di maioliche, di particolare pregio un bacile cinquecentesco e una fiasca di porcellana cinese del XIV secolo. Le tele esposte appartengono a pittori locali, come Vasari e Signorelli, Fattori e Signorini. Alcune sezioni sono riservate all'esposizione di armi antiche e di numismatica.

Il Duomo - Piazza del Duomo

Dedicata a San Donato e a San Pietro maggiore, la Cattedrale di Arezzo è un’imponente costruzione gotica che sorge sulla sommità di una collina e domina dall’alto tutta la città. La sua costruzione fu voluta dal vescovo Guglielmo degli Ubertini ed avviata verso la fine del Duecento, ma la costruzione ebbe vita travagliata: i lavori, spesso interrotti, terminarono solo nei primi anni del Cinquecento

Museo Diocesano di arte sacra del Duomo di Arezzo - Piazzetta dietro il Duomo, 12

Il Museo raccoglie le opere di proprietà della Cattedrale e provenienti dalle chiese del territorio, databili dal XIV al XVIII secolo. Sono esposte sculture e dipinti di artisti di scuola toscana, affreschi e oggetti di oreficeria, libri liturgici e corali, alcuni stendardi dipinti da Giorgio Vasari e una tavola trecentesca di Andrea Nerio.

Museo e Casa Vasari - Via XX Settembre, 55

Giorgio Vasari (Arezzo 1511 - Firenze 1574) fu artista, architetto, scrittore celebre in tutta Italia, soprattutto per la redazione delle 'Vite', le biografie dei maggiori pittori, scultori ed architetti italiani fino alla sua epoca. La Casa dell'artista, ora adibita a museo, è riccamente decorata da affreschi di mano dello stesso artista o di pittori della sua bottega e raffigura soggetti mitologici o gli stessi proprietari ritratti in atteggiamenti quotidiani. Giorgio Vasari fu anche un collezionista, raccolse opere di artisti, soprattutto toscani, della seconda metà del secolo XVI e organizzò un importante archivio, dove, fra l'altro, sono conservate lettere autografe di Michelangelo.

L'anfiteatro - Via Margaritone, 10

L’anfiteatro si trova nella parte meridionale della "città murata" ed è considerato il più importante monumento romano di Arezzo. Esso testimonia chiaramente l’importanza che “Arretium” ebbe in epoca romana. Fu costruito nella prima metà del II secolo, probabilmente all’epoca dell’imperatore Adriano; fu riportato alla luce nel 1915 e più volte restaurato nel secondo dopoguerra.
Eretto con blocchi in arenaria, laterizi e marmi, l’anfiteatro si presenta nella classica forma ellittica, con due ordini di gradinate. L'asse maggiore è di m. 121 e il minore di 68: si ritiene che il circo potesse contenere 8-9 mila spettatori.

Il Museo archeologico - Via Margaritone, 10

Inaugurato nel 1951 ed intitolato a Mecenate, illustre cittadino aretino ed importante personaggio della Roma augustea, il Museo ha sede nel convento dei Montelivetani di San Bernardo, la cui costruzione fu iniziata nel XIV sec. su parte delle strutture dell'anfiteatro romano; di quest'ultimo sono infatti visibili, al piano inferiore, le colte dell'ambulacro.

 

Nei dintorni...

Il Casentino

è un’ampia valle a nord di Arezzo, interamente attraversata dall’Arno, che vi nasce nel Monte Falterona, come scrive Dante nella Commedia.


Per mezza Toscana si spazia
un fiumicel che nasce in Falterona,
e cento miglia di corso nol sazia.(…)


Purgatorio, canto XIV


E’ chiusa ad ovest dalla catena del Pratomagno, che la separa dal Valdarno, e ad est dalla catena dell’Alpe di Catenaia e dai monti della Verna, che la separano dalla Val Tiberina.


Terra amata da Dante, che vi fu prima come giovane cavaliere guelfo a Campaldino, e poi come esule e più volte da lui ricordata nella Commedia, il Casentino è ricco di splendide Pievi romaniche e imponenti Castelli medioevali, nonché di due suggestivi monasteri: Camaldoli e la Verna, entrambi immersi nel fascino del Parco Nazionale delle foreste Casentinesi.

La Valtiberina

prende il nome dal fiume Tevere, che nasce nel monte Fumaiolo e la attraversa in tutta la sua lunghezza


Confine e insieme punto d’incontro fra civiltà diverse, essa rivela influssi multiformi che le provengono dalla Romagna, dalle Marche e dall'Umbria e si manifestano negli usi e costumi, nella varietà degli stili architettonici, nei prodotti artigianali e nella stessa lingua.


Nacquero in queste terre Michelangelo e Piero della Francesca.

Molti sono i borghi da vedere nella valle: da Anghiari a Sansepolcro, a Monterchi …E molte sono le aree protette, da visitare anche a piedi o in bici o a cavallo.

 

La Val di Chiana

si presenta oggi come una zona di oltre 500 chilometri quadrati di ordinate colture, borghi e bellissime case coloniche, dopo una prima bonifica dalle acque paludose effettuata dagli Etruschi, che la consideravano loro prezioso granaio e, nel XIX secolo, dai Lorena, su progetto dell’aretino Vittorio Fossombroni.


Sulla vasta pianura che si trova lungo il Canale Maestro della Chiana svettano Cortona, il suo centro più famoso, ma anche Castiglion Fiorentino, Monte San Savino, Foiano, Lucignano, Gargonza…


Essa è ancora oggi una delle aree esclusive di allevamento di una pregiatissima razza bovina da carne, detta appunto chianina.

Il Valdarno

diviso fra le province di Arezzo e Firenze, è interamente attraversato dall’Arno, dopo che la sua acqua “disegnosa” ha torto il muso agli Aretini, ed è dominato a nord est dal massiccio del Pratomagno, dove nei millenni le acque hanno scavato singolarissimi calanchi e canaloni, conosciuti come balze e a sud ovest dai modesti Monti del Chianti..

 

Terra contesa fra Arezzo e Firenze sul finire del medioevo, su tutta la valle svettano torri, pievi e castelli.