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IL VALDARNO

Tre strade da Arezzo conducono al Valdarno percorrendolo in tutta la lunghezza e raggiungendo Firenze: l'Autostrada del Sole, la SR 69 che segue l'andamento dell'Arno, e la strada dei SettePonti, tracciata già in epoca etrusca e un tempo conosciuta come Cassia Vetus, che si snoda sulle pendici del Pratomagno e collega Roma, Chiusi, Arezzo e Firenze.
Scegliamo la Setteponti per il nostro itinerario, seguendo così la strada che nel ‘500 percorse Lonardo da Vinci per studiare il corso dell’Arno.
Da Arezzo ci dirigiamo verso Quarata, e procediamo verso Ponte Buriano, (11km da Ar), il bel ponte romanico a schiena d’asino del 13° secolo, che alcuni studiosi riconoscono nello sfondo della Monnalisa di Leonardo da Vinci, il quale ebbe modo di ammirare il ponte durante i lavori di studio della zona a lui commissionati.
E’ in prossimità di questo antico ponte che l’Arno “torce il muso” agli Aretini, “botoli ringhiosi” e si dirige verso Firenze.
Ci troviamo all’interno della Riserva Naturale Ponte Buriano e Penna, che uccelli acquatici come il cormorano e il falco pescatore (per segnalarne alcuni), hanno eletto a zone di sosta e nel caso del cormorano anche di dormitorio invernale.

 


Oltrepassato Castiglion Fibocchi e arrivati a San Giustino Valdarno, possiamo seguire le indicazioni per IL BORRO, (22km da Ar) un delizioso borgo in pietra, un tempo proprietà dei Savoia, oggi appartenente alla famiglia Ferragamo.

Una visita alla tenuta e alle cantine in particolare lascerà affascinati, sia nella parte vecchia, con il soffitto a volte in mattoncini che nella parte nuova. E per gli amanti del vino, imperdibile una sosta nell’area degustazione. La visita guidata alle cantine si può effettuare tutte le domeniche di dicembre, ma anche durante l’anno, contattando direttamente l’Azienda o aggiornandosi su facebook e twitter
(costo del biglietto 5,00€)

 


Proseguendo sulla Setteponti, prima di arrivare a Loro Ciuffenna, un cartello sulla destra ci indica il piccolissimo borgo di Gropina, (32km da Ar) dove visitare la Pieve intitolata a San Pietro.

 

 

Si tratta di un capolavoro dell’architettura romanica, dichiarata Monumento nazionale, nel cui sottosuolo sono state trovate le fondamenta di altri due edifici, il primo di origine longobarda (come appare subito dallo straordinario pulpito in pietra), l’altro di origine paleocristiana.


Arrivati a Loro Ciuffenna, borgo medioevale già insediamento etrusco che deve il suo nome al torrente vicino, interessante la visita al mulino ad acqua più vecchio della Toscana, che è situato nel centro storico del paese su uno scoglio lungo il Ciuffenna, e che è ancora funzionante anche in occasione della macinazione per la farina di castagne, prodotto tipico del luogo.
Altre eccellenze del territorio, il fagiolo zolfino, che deve il suo nome al fatto che è coltivato in terre ricche di acque solforose e il prosciutto del Pratomagno.
Una visita merita sicuramente anche il museo di Venturino Venturi, dedicato all’artista che qui nacque.

FOTO Sandro Ferrini

 

Siamo ormai nel territorio caratterizzato dalle suggestive BALZE.
Le Balze del Valdarno sono l’originale risultato del prosciugamento di un lago pliocenico che ricopriva l’intera zona. Quando le acque si ritirarono, lasciarono sulle pendici del Pratomagno queste ripide insenature argillose,fatte di calanchi e canaloni, che nel tempo sono state modellate dagli eventi atmosferici.




Per averne uno scorcio suggestivo, conviene arrivare, a pochi minuti da Loro, nel piccolo borgo di Persignano, (7km da Loro) incastrato e protetto dalle Balze.

Foto Sandro Ferrini

 

Ancora pochi minuti sulla Setteponti, ed eccoci in un altro borgo sul suo cucuzzolo da cui si gode un altro scorcio spettacolare: Piantravigne (3km da Persignano)

Foto Sandro Ferrini

 

Se si è affascinati dal paesaggio delle Balze e le si vuole ammirare camminando a piedi, conviene proseguire pochi km ed arrivare a Castelfranco di Sopra (3km da Piantravigne) dove, poco fuori dalle mura del borgo, è segnalato un sentiero del CAI di appena 2km e percorribile comodamente in 3 ore, che consente di ammirare la cordigliera più bella delle Balze, quella “dell’acqua zolfina”, dove si ha l’impressione di essere in un Gran Canyon d’America. E’ uno spettacolo particolarmente suggestivo nella luce calda del tramonto.
Questo suggerito è il sentiero più caratteristico fra i tanti che è possibile percorrere nella zona.

Foto Sandro Ferrini

 

Lasciata la Setteponti, attraverso la Provinciale 8, in una decina di minuti si può raggiungere San Giovanni Valdarno (9km da Castelfranco)
Comune fondato dai Fiorentini durante la colonizzazione di nuove terre e la fondazione di nuove città , il suo centro storico presenta la struttura della città romana, con al centro la piazza da cui partono i due assi principali perpendicolari fra loro, da cui diramano le vie secondarie.
Il Palazzo Pretorio, noto come Palazzo d’Arnolfo, è un bell’edificio del duecento, con una facciata che mostra gli stemmi di tutti i vicariati della città. Alle pareti gli stemmi affrescati delle famiglie importanti della città. Nell’atrio del palazzo è conservato l’originale del Marzocco, che rappresenta il dominio di Firenze sulla città: un leone seduto che regge uno scudo con il giglio fiorentino

 


All’interno della città, da visitare anche la casa del Masaccio, un antico edificio restaurato a più riprese, diventata museo/galleria e sede di mostre d’arte contemporanea e il museo della Basilica di Santa Maria delle Grazie, dove si trova un’Annunciazione su tavola del Beato Angelico. (Foto Sandro Ferrini)

 

Attraverso la SR69 in un quarto d’ora si raggiunge Montevarchi,(5km da San Giovanni) che segnava il “varco” tra il territorio fiorentino e quello aretino, quando, sul finire del medioevo, la pianura del Valdarno fu oggetto e teatro di sanguinose contese tra le due città che aspiravano al predominio in Toscana: la guelfa Firenze e la ghibellina Arezzo.
La sua chiesa principale è la Collegiata di San Lorenzo, in uno stile ibrido fra il tardo romanico e il gotico toscano, rimaneggiata fino al 1700.
Merita una visita anche il Museo paleontologico, attualmente chiuso per restauro

In mezz’ora di autostrada si è di nuovo ad Arezzo.

Durante tutto l’itinerario, l’imbarazzo della scelta per DOVE MANGIARE, per gustare la cucina del territorio: dal pollo del Valdarno, allo stufato alla sangiovannese, ai fagioli zolfini, ai ceci piccoli, al sedano costolino, alla melanzana violetta, ai salumi (salame, prosciutto, salsiccia, finocchiona), alla pera coscia e la pesca regina di Londa. Il tutto condito con olio extravergine di oliva di ottima qualità e accompagnato da vini e vinsanti dei colli Aretini.