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La Val di Chiana


   Quella della Chiana, attraversata dal Canale Maestro della Chiana e dal Chiani, è la più vasta delle valli appenniniche. Era già popolata in epoca pre-etrusca, com’è dimostrato dai ritrovamenti nel 1863 del famoso “uomo dell’Olmo”: una calotta umana appartenente certamente ad un uomo moderno (H.sapiens), la più antica testimonianza italiana dell’avvento della nostra specie.
Gli Etruschi coltivarono questa valle contendendola alle acque che da millenni la impaludavano,facendone il loro granaio.
Alla caduta dell'impero Romano d'occidente, le invasioni barbariche e principalmente le guerre gotiche che insanguinarono l'Italia per quasi tutto il VI sec. d.C., portarono allo spopolamento delle campagne: non più amorevolmente curata, la Val di Chiana cedette nuovamente alle acque che tornarono ad invaderla.
La bonifica lorenese dei principi del XIX secolo, progettata e diretta dall'aretino Vittorio Fossombroni, restituì la Val di Chiana all'antica fertilità, disseminandola di nuovi villaggi e di case coloniche di stupenda architettura.
La vocazione agricola caratterizza anche oggi l'economia della valle, dove prosperano le attività connesse alle produzioni di cereali, di barbabietola da zucchero, di olio pregiato e di un vino tipico: il Bianco Vergine. E’ anche una delle aree esclusive di allevamento di una pregiatissima razza bovina da carne, detta appunto chianina.
Numerosi furono gli alti ingegni dell'arte che qui ebbero i natali, fra i quali primeggiano Luca Signorelli, Pietro da Cortona, Andrea Sansovino, e Gino Severini.


   La cittadina più conosciuta della Val di Chiana è sicuramente Cortona, a 30 km da Arezzo, raggiungibile con la SR71.
Prima di raggiungere Cortona, lungo la strada saremo colpiti da un borgo alla nostra sinistra, collocato su un colle e dominato da una torre: è Castiglion Fiorentino, un borgo di origine etrusco-romana, che conserva quasi intatta la cinta muraria medioevale e la torre che caratterizza il suo profilo è la Torre del Cassero. Il centro conserva l’impianto medievale e preziose testimonianze storico artistiche a partire dall’epoca etrusca.

 

Ancora 13 km ed eccoci a Cortona. Antica città etrusca, essa divenne molto potente grazie alla sua posizione strategica, che permetteva un ampio controllo dei territori che facevano parte della lucumonia: dai suoi 600 metri d'altezza Cortona domina l'intera Valdichiana e all'orizzonte si arrivano a vedere le cime dell'Amiata.

 

             

 

                          

 Una delle tappe più suggestive, pochi minuti fuori la città, è senz’altro L’Eremo Francescano delle Celle, uno dei primi insediamenti voluto da San Francesco, per la straordinaria pace e solitudine del posto, di incredibile bellezza. Sotto l’Eremo, arroccato sulla collina, anche un corso d’acqua scende silenzioso dai monti.

   

  In una posizione incantevole nel verde, sulla cima della collina di Cortona, si trova anche la Basilica di Santa Margherita, raggiungibile sia in auto che a piedi, per una lunga salita. Vi sono conservati i resti della Santa, patrona della città. L’edificio risale agli inizi del 1300, ma della costruzione originale e degli abbellimenti successivi è rimasto ben poco: la chiesa attuale è frutto della ricostruzione ottocentesca.

Situata fuori delle mura, S. Maria delle Grazie al Calcinaio fu edificata in seguito ad un fatto
miracoloso di cui Maria si rese protagonista: in questo luogo, il venerdi santo del 1484, un’immagine della Madonna col Bambino, dipinta sulla parete di una vasca adibita alla concia del cuoio per le pelli (chiamata calcinaio per la calce viva usata a questo scopo), iniziò a fare miracoli e operare guarigioni. Quella stessa immagine della Madonna col Bambino, è visibile ancor oggi sopra l’altare maggiore. In seguito alla crescente devozione per quell’ immagine, ai prodigi e alle offerte in onore della Madonna, la Corporazione dei Calzolai, che avevano in quel luogo le loro vasche di calce, decise di costruire un tempio sacro in suo onore superando le difficoltà rappresentate dal terreno scosceso e dallo scorrere delle acque. La Chiesa è essenziale, sobria, lineare, spoglia all’interno. Contiene in sé tutte le principali caratteristiche dell’architettura e dell’arte rinascimentale.

 

Appena fuori Cortona anche la Chiesa di Santa Maria Nuova, edificata anch’essa in seguito ad un fatto miracoloso. E’ un edificio a forma di croce greca inscritta in un quadrato, a cui per un periodo lavorò Giorgio Vasari.



    Camminando in Ruga Piana, attuale via Nazionale, unica via pianeggiante della città, s'incontra piazza della Repubblica, dominata dal medievale Palazzo Comunale, Palazzo Casali, ora sede del Museo dell'Accademia Etrusca e della Città di Cortona. Le sale ospitano una ricca e interessante raccolta di reperti archeologici etruschi e romani, fra cui Il lampadario etrusco, uno dei pezzi più pregiati e noti, considerato uno degli esempi più notevoli della bronzistica etrusca e La Tabula Cortonensis, un manufatto in bronzo, ritenuto dell'inizio del II sec. A.C., che fa riferimento ad una compravendita di terreni.

  All'estremità nord della città, di fronte alla Cattedrale è il Museo Diocesano, un piccolo forziere che custodisce opere di grandi artisti locali quali Luca Signorelli e una delle più belle Annunciazioni del Beato Angelico.

Fuori città, ai piedi della collina, si trovano i Meloni I e II del Sodo, tombe etrusche del VI secolo a.C.

 

In direzione di Foiano della Chiana si incontra l'Abbazia di Santa Maria a Farneta che, con la sua cripta, rappresenta una delle più antiche espressioni del romanico aretino


Un appuntamento prestigioso da non perdere è Cortonantiquaria, una delle più interessanti mostre mercato dell'antiquariato nazionale. L'evento si svolge ogni anno nelle settecentesche sale di Palazzo Vagnotti, dall'ultimo sabato di agosto alla seconda domenica di settembre.

 


Anche Foiano, a 30’ da Cortona sulla SP28, vanta origini antichissime, come testimoniano i ritrovamenti etruschi e romani. Il centro storico, racchiuso da due cinte murarie, presenta segni dell'arte rinascimentale. Operarono a lungo in questo borgo Andrea e Giovanni della Robbia, Luca Signorelli e il Pomarancio, che hanno lasciato tante opere notevoli, in particolare i Della Robbia. Da visitare la Chiesa della SS. Trinità, la Chiesa di Santa Maria della Fraternita e la Collegiata di San Martino.

A qualche chilometro dal centro storico, in direzione Pozzo della Chiana, sorge isolato il Tempio di Santo Stefano della Vittoria, cinquecentesco, fatto erigere da Cosimo I presso la piana di Scannagallo dove egli aveva sconfitto, nel 1554, le truppe della Repubblica di Siena. Ogni anno a Pozzo della Chiana l’ultima settimana di maggio o il primo fine sttimana di giugno, con la presenza di oltre 300 figuranti, si svolge la Rievocazione Storica della Battaglia di Scannagallo, evento storico già immortalato da Giorgio Vasari in un celebre affresco collocato nella sala dei 500 a Firenze.



Altro appuntamento annuale Il Carnevale di Foiano della Chiana , Nei mesi di febbraio e marzo il centro storico diventa la scenografia di uno dei più antichi e famosi Carnevali d'Italia. Partecipano al Carnevale di Foiano i quattro Cantieri in cui è divisa la popolazione cittadina. Questi, durante l'anno, lavorano ciascuno su un carro carnevalesco, cercando di realizzarlo migliore degli altri. Il vincitore si aggiudica la Coppa del Carnevale.

 

8km sulla SP28 e siamo a Lucignano.

 

La sua felice collocazione geografica su un colle a 400m sul livello del mare fece sì che Lucignano fosse già abitata dagli Etruschi, come testimoniano importanti reperti archeologici e che dal 1200 al 1500 fosse contesa ripetutamente fra più città: Arezzo, Siena, Perugia e infine Firenze. Oggi essa si presenta con tutto il fascino di un antico borgo, di tradizione agricola e artigiana. E’uno dei centri più interessanti della Toscana per l'originale impianto medievale a forma ellittica, a strade anulari concentriche, racchiuso da mura con torri e pervenuto intatto nei secoli. L e sue strade sono un intricato labirinto che porta alla zona alta del paese, con il Palazzo Comunale e la Chiesa di San Francesco.

 

    Il Museo nel Palazzo Comunale accoglie il famoso Albero della Vita o Albero di Lucignano, unico reliquiario al mondo a foggia d'albero. Alto piu' di due metri e iniziato nel 1350, ha richiesto piu' di 120 anni di lavorazione. Si tratta di una composizione in rame dorato e argento, con decorazioni di smalti, cristalli e coralli, che ne fanno un oggetto unico e di straordinaria bellezza.

 

La Chiesa di San Francesco è un edificio duecentesco tra i primi e più significativi esempi del passaggio dei francescani dalla fase di mendicanti ad una più stabile che vide la costruzione di chiese e conventi. Originariamente tutta affrescata, conserva ancora parte degli affreschi. Di particolare fascino e suggestione quello universalmente conosciuto come “Il trionfo della Morte” 

 

Appuntamento annuale da non perdere è La Maggiolata, che si tiene le ultime due domeniche del mese di maggio e in notturna il martedì della settimana maggiolina, per salutare l’arrivo della bella stagione e per augurarsi raccolti abbondanti. Essa comprende la sfilata di carri allegorici, completamente fioriti, che percorrono l’intero anello delle vie del paese, con la partecipazione di bande musicali e di gruppi folcloristici, provenienti da ogni parte d’Italia e anche dall’estero e il corteo storico che precede ed annuncia l’inizio della festa. Il territorio comunale è diviso in rioni che si contendono il premio per la realizzazione del carro più bello. In quelle settimane, l’intera Lucignano è tutta in fiore: non solo i carri dei vari quartieri, ma anche le strade, i balconi, le porte…

 

A 10’ da Lucignano, sulla SP 19, Monte San Savino si presenta con una cerchia di mura medievali ben conservate e la sua atmosfera medievale è sottolineata dal Cassero e la sua torre imponente (XIV sec.) La via centrale, il Corso Sangallo, è fiancheggiata da interessanti ed eleganti edifici. In Centro si trova anche la Torre costruita dai Perugini nel XIV secolo, dalla cima della quale si può godere di un panorama stupendo sulla Val di Chiana e sulla Val di Chio.


Una attrazione sacra di Monte San Savino è costituita dal Santuario di Santa Maria delle Vertighe, sull’omonimo colle.
Appuntamento annuale, la sagra savinese che si svolge ogni secondo week end del mese di settembre e che ha certamente contribuito alla diffusione della “Porchetta di Monte S.Savino”,una sorta di marchio di fabbrica per gli estimatori di questo eccellente prodotto della gastronomia locale.

Una visita merita il Castello di Gargonza, splendida testimonianza di borgo agricolo fortificato toscano.



Alcuni prodotti tipici della VALDICHIANA:

Carne di Razza Chianina
Oca e Faraona della Valdichiana
Fagioli Cannellini
Fagioli dall'occhio
Pomodoro Costoluto
Pulezze (cime di rapa)
Mela rugginosa della Valdichiana
Mela stayman della Valdichiana
Melacotogna
Cocomero della Valdichiana
Olio extravergine di oliva di ottima qualita'
Vini:Cortona DOC-Bianco Valdichiana-Chianti colli Aretini
Sirah della Valdichiana - Vinsanto
Salumi tipici:finocchiona,salame toscano,soprassata